I PODISTI SI RACCONTANO
Altro podista che si racconta per la mia pagina, oggi ho il piacere di parlare con un atleta veramente simpatico e appassionato, lui è Mario Parente.
D. Ciao Mario piacere di vederti qui al parco dei Renai mentre siamo a fare servizio , tu alla gara di Campi Bisenzio 30 l' Piana e io a fare foto, raccontami , mentre aspettiamo i podisti, un pò di te.
R. Ciao Linauro sorpresa incontrarti qui , ma non troppo, intanto ti ringrazio per questa opportunità per questa intervista, perché ti stimo per la persona che sei e il lavoro che fai per questo sport stupendo. Mi chiamo Mario Parente, nato a Firenze ma pratese di adozione. Dopo una breve carriera nel mondo del calcio, ho cercato di mantenermi in forma facendo un po' di jogging.
D.Come e quando hai iniziato con il podismo.
R. La svolta del podismo agonistico viene tardi, intorno al 2010 a 37 anni, conosco un amico che lo praticava e mi trascina in questo mondo e mi preparo la mia prima mezza maratona a Viareggio nel 2014. Dal quel momento la passione mi ha preso sempre di più e cominciai a partecipare a diverse gare.
D. A quale società sei iscritto attualmente.
R. Sono iscritto da 10 anni con il gruppo podistico Le Lumache di Mezzana. Vivo bene questa realtà con i compagni di società e dal primo momento, infatti mi sono iscritto a tante mezze maratone e gare più corte sia che notturne che domenicali. Ormai perdo il conto per me parla il mio medagliere. Alcune volte mi tolgo qualche soddisfazione entrando a premio di categoria che è sempre più difficile essendo adesso nei veterani.
D.Quali sono i tempi nelle varie distanze.
R. I miei tempi non sono bellissimi ma comunque sono soddisfazioni, allora nella mezza 1h e 30 m.
Alla maratona di Firenze , l'unica che ho fatto ho il tempo di 3h e 30m e nei 10 km ho 41 m .
D. Hai gesto scaramantico prima delle gare.
R. Il mio più che un gesto scaramantico è un portafortuna che mi aiuta nel finire tutte le gare, mai mollato una gara, avere il mio cappellino in testa sia invernale che estivo, senza non corro.
D. Quale è un tuo sogno nel cassetto al quale tiene e che vorresti che diventasse realtà .
R. L'unico sogno che mi rimane e che spesso faccio è almeno una volta salire su un podio, ma credo che oramai a questa età e visto gli atleti in giro non riuscirò mai, visto soprattutto che gli allenamenti e i tempi di recupero si riducono sempre di più.
D. Quanto dedichi a allenarti durante la settimana.
R. Al momento mi alleno 3 volte la settimana compresa la domenica ed è diventata una sfida con me stesso.
D. Cosa ti senti di consigliare a chi vuole avvicinarsi al podismo.
R. Mi piacerebbe più che altro fare capire ai giovani che il podismo è sacrificio e soddisfazione, rafforza lo spirito e il fisico se fatto nel modo giusto, ma purtroppo ne vedo sempre meno alle gare.
D. Hai qualcuno da ringraziare nel mondo podistico.
R. Ora smetto di parlare perché non manca molto che arrivino gli atleti e poi rischio di annoiarti, comunque permettermi di ringraziare la mia società Le Lumache di Mezzana, che mi hanno accolto senza mai avere grosse pretese ma con lo scopo di socializzare. Ringrazio l'ex presidente Fausto Rosadi e soprattutto il mio compagno di allenamenti che corre sempre con il suo canino Poldo, lui si chiama Massimo Assirelli.
D. I tuoi programmi podistici.
R. I miei programmi sono quelli di poter gareggiare quando il fisico e gli impegni lo permettono, poi voglio salutare tutti quelli che mi conoscono in questo bellissimo mondo che è il podismo.
D. Mario, siamo giunti alla fine di questa chiaccherata e vedo la staffetta che sta' arrivando, ti ringrazio e ti aspetto in canotta e pantaloncini invece che la bandierina.
R. Grazie a te Linauro sono onorato e ci vediamo finché potrò alle gare, un saluto a tutti i podisti.
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