I PODISTI SI RACCONTANO
Buongiorno amici, bello carico questa mattina vi racconterò cosa mi ha detto nella nostra intervista settimanale, l'amica che sono andato a trovare a Calenzano in provincia di Firenze, lei è Giulia di Virgilio.
D. Ciao Giulia mi hai detto che non hai molto tempo da dedicarmi purtroppo, allora io inizio subito. Raccontami di te vogliamo conoscerti meglio.
R. Ciao Lino , innanzitutto tutto grazie per questa opportunità . Voglio essere sincera nel dirti che di primo impatto, avrei declinato questa intervista, sentendomi un po' inadatta, forse meglio dire, non all'altezza, come se non meritassi questo tempo, ci sono più runner che lo meritano più di me. Poi quando si dice che la notte porta consiglio, allora ho deciso di buttarmi e di raccontare un po' di me, perché alla fine anche io sono una podista. Allora mi presento, sono Giulia di Virgilio, abito a Calenzano, lavoro come impiegata full time a Prato e devo proprio dirlo... Ho 45 anni.
D. Come e quando hai iniziato con il podismo.
R. Il mio approccio alla corsa non è da ricercarsi molto lontano, anzi direi che è li, giusto 2 anni indietro. Era inizio del 2024 e casualmente, feci un paio di ludico motorie con due amici che già correvano, non era un bel periodo. Mia sorella si stava sottoponendo a radio e chemioterapia e quando a Febbraio vidi il volantino della mezza maratona dell' Isola d'Elba del 5 Maggio, decisi che l'avrei corsa per lei, che se fossi stata in grado di farlo, lei sarebbe guarita.
D. Sei riuscita in questa tua impresa alla fine, come ti sei preparata.
D. Sei riuscita in questa tua impresa alla fine, come ti sei preparata.
R. Sono andata a fare la visita agonistica, mi sono iscritta runcard e da lì iniziò il tutto. Il mio corpo non più giovanissimo, non era pronto a quel carico, tutto è stato tranne che graduale, ma la mia testardaggine e determinazione mi hanno portata a correrla davvero e anche a finirla. Pensa che mentre ero sul traghetto arrivarono i risultati dei controlli e mia sorella era guarita. Passare sotto quel gonfiabile resta oggi una delle emozioni più forti e belle mai provate prima.
D. Anche a questa edizione del 2026 malgrado che ho saputo di un tuo infortunio alla caviglia, avuto la domenica prima a Lucca, non hai voluto rinunciare al tuo appuntamento fisso ormai.
R. Tutto vero Lino, la mezza dell'Elba non è per me una gara, per me è la Gara e ti ho spiegato il perché. Partire senza nemmeno sapere se fossi riuscita a correrla non è stato semplice. L'obbiettivo era finirla, visto che quello di provare a scendere sotto le 2 h era sfumato per il problema avuto alla mezza di Lucca. Ma con la forza e la determinazione, che contano molte volte più delle gambe super allenate, ho corso lentamente sotto un diluvio veramente tremendo, ho pensato anche di arrendermi per 2 volte verso il 13 esimo km , ma non ho accettato la resa, non a questa gara non potevo mollare e allora mi sono detta forza Giulia muovi il sedere che oggi è assolutamente vietato arrendersi. Sono riuscita, non solo a finirla ma l'ho fatto sotto le 2 h e posso dire stavolta sono orgogliosa di me stessa.
D. Sono felice per te Giulia bellissima prova di determinazione. Ti voglio chiedere quali sono le gare che preferisci oltre la mezza dell'Elba e i tuoi tempi nelle varie distanze.
R. Ti rispondo ridendo dicendoti che, non solo ho iniziato 2 anni fà , ma che in questo poco tempo, mi sono infortunata 3 volte, quindi grandi tempi e prestazioni da riportare non ne ho, ma non mi sono arresa e tutt'oggi, che combatto con una rotula birichina, ho fatto la terza infiltrazione 2 giorni fà , non ho ancora intenzione di farlo. Comunque ti dico un pò sottovoce i miei pb che per qualcuno saranno ridicoli e in effetti lo sono, ma per me rappresentano un punto di partenza sul quale lavorare e ne vado orgogliosa. Allora ho 53' sui 10 km e 1h e 56 sulla mezza maratona. Il mio sogno per i prossimi mesi è intanto di provare a scendere sotto i 50' sui 10km e sotto 1h e 50 nella mezza maratona.
D. Ma altro tipo di gare non le hai provate in questi 2 anni di attività podistica.
R. Ho provato un paio di piccoli Trail e devo dirti che non mi sono dispiaciuti, anzi mi sono divertita, il fatto di essere costretta a tenere sempre l'attenzione su dove mettere i piedi mi ha distratta dal pensare alla fatica. Perché se c'è una cosa che ad oggi odio, forse perché mai allenata e quindi infinitamente faticosa, è la salita.
D. Hai un tuo gesto scaramantico prima di una gara.
D. Hai un tuo gesto scaramantico prima di una gara.
R. Sinceramente no, se non quello di ripetere a me stessa prima del via che posso farcela.
D. Hai un sogno nel cassetto nel mondo podistico.
R. Si e magari in questo anno riuscirò a esaudirlo. Credo che sia quello di molti podisti e cioè quello di riuscire a correre la mia prima maratona. Se non fossi stata ferma da Luglio a Novembre 2025 probabilmente mi sarei iscritta alla maratona di Roma per Marzo 2026, ma sto' pensando seriamente a quella di Firenze o magari potrebbe anche accadere prima se il mio ginocchio deciderà di smettere di fare le bizze e soprattutto se riuscirò a trovare il tempo per una corretta preparazione.
D. Ma tu quanto ti alleni durante la settimana.
R. E qui arriva il tasto dolente, ti dico se avessi tra le mani la lampada di Aladino chiederei giornate di 36 ore, perché non sempre è questione di volontà , voglia o determinazione, pensa che io sono tra quelle che dice : volere è potere, ma quando già ti alzi ogni mattina alle 6:00 lavori tutto il giorno, cresci da sola una figlia da 14 anni e non hai chi ti dà una mano, per fare la spesa, le lavatrici,la passeggiata al cane, la casa da tenere in ordine, alcune volte rientri a casa all'ora di cena sfinita, non sempre si ha quella verve per indossare le scarpette e uscire specialmente con il buio e ogni anno aspetto a gloria il cambio dell'ora. Comunque oltre che la gara domenicale cerco sempre di dedicare almeno 2 uscite settimanali. Insomma io ce la metto tutta ma i giorni e il tempo sono quelli e non posso fare di più.
D. Cosa ti senti di consigliare a chi vuole avvicinarsi al podismo
R. Ti dico una cosa in assoluto più importante è quella della gradualità perché, è si una cosa meravigliosa, ma il corpo, specialmente non più giovanissimo, deve abituarsi piano piano, anche perché altrimenti sarà lui a fermarti. L'ho imparato ampiamente a mie spese.
D. Come trovi oggi il podismo e cosa pensi ci sia da migliorare.
R. Qui davvero non ho grandi margini di paragone, n'è di tempo col passato n'è come altre realtà , ma mi sento di dire che l'aspetto che più apprezzo e che riscontro volentieri, oltre a quello competitivo, è quello umano, si creano amicizie, conoscenze, non soltanto tra compagni di società , ma tra facce che ormai si riconoscono senza conoscersi. Ogni domenica abbraccio almeno 3/4 persone con grande affetto ma, non ne conosco nemmeno il nome , buffo no, eppure è così. Poi ci sono altre che non vedi ogni domenica, ma che quando lo fai il cuore gioisce. Parlo ad esempio di Paolo Falleni e Erika Todisco dell'Atletica Amaranto, ai quali mi lega un'amicizia nata prima di iniziare a correre.
D. Non ti ho ancora chiesto con quale società sei iscritta.
R. Nonostante abiti di fronte all'Atletica Calenzano, della quale fà parte mia figlia e alla quale sono molto legata, il cuore mi ha portata a Lucca, infatti sono iscritta e corro per ASD Lucca Marathon (fidal) e per il GP Parco Alpi Apuane (UISP).
D. Hai qualcuno al quale vuoi dire grazie.
R. Beh sì i miei 3amici grazie ai quali mi sono avvicinata alla corsa, Gianluca, Entoni e Massimiliano, la mia amica Erika Todisco, che una volta all'anno si trasforma per una settimana in personale trainer, mental coach, istruttrice di yoga e meditazione nonché nutrizionista, compagna di tanti spritz e tante risate e dulcis in fondo lui, Federico, che in tanti conoscete, compagno di vita oltre che di corse, che crede in me e nel mio potenziale, che mi dà energia quando sono completamente scarica, ah dimenticavo, che ha imparato ad aspettarmi al traguardo per mettermi la medaglia al collo.
D. Bene Giulia ho esaurito le mie domande, ti ringrazio della tua compagnia e spero di poterti scattare tante foto alle gare.
R. Grazie a te Lino di tutto veramente felice di questo incontro per l'intervista, un saluto a tutti i podisti .
Commenti
Posta un commento